Secondo capitolo di un grande successo di pubblico e di critica, il pluripremiato “Storie dell’anno mille – Fame trovar un porseo”. L’inverosimile epopea dei tre personaggi di “FAME TROVAR UN PORSEO” continua. I loro spostamenti, gli scatti dei loro pensieri, le risate e gli stupori scatenati dai loro ragionamenti, le avventure, i canti, gli amori …

Sì, gli amori. Entra in scena una “donna”, entra in scena l’amore, entra in scena Menegota.

Che cosa accadrà ai nostri eroi impegnati nella ricerca del cibo per la sopravvivenza, quali le nuove domande che si pongono se uno dei tre incontra una donna che gli suggerisce un po’ di stabilità ma di cui si scopre geloso?

E che cosa succede se si pone il problema di cosa sia meglio fare: crescere e stabilire rapporti amorosi maturi o mantenere un atteggiamento leggero e spensierato in nome di avventure legate a una vita nomade e senza radici?

Questioni ed interrogativi assolutamente contemporanei che come nel primo capitolo consentono da un “ipotetico medioevo” di riflettere con leggerezza ed ironia, con sguardo acuto ed intelligente e con un linguaggio semplice e comprensibile a qualsiasi tipo di pubblico.

Giuliano

 

 

  "Fame trovare un porseo"

Tre strani personaggi si incontrano per caso, forse alla fine di una battaglia, forse appartengono a fazioni opposte, non si sa. 
Uno dei tre si definisce “cavaliere” e ritiene di avere per questo diritto a qualche riguardo.
Si capirà ben presto che sono molto simili e che a unirli è soprattutto un problema comune: la fame.

Ma dove siamo? Nel Medioevo!

Tutto il loro mondo è ridotto a formule elementari che esprimono una filosofia spicciola ma non priva di una certa forza.
Sono i poveri, la massa enorme di coloro che non partecipano ai tornei e non vengono menzionati nei libri di storia. Il linguaggio che usano è povero, fatto di poche parole ripetute. I tre si fanno domande, sconcertanti a volte, ma le risposte sono dettate dagli istinti che li muovono in questa sorta di continua fuga alla ricerca di cibo.

Ci sono i caratteri contadini e furbi di una vita per niente semplice da vivere; ingenuità e astuzia, logica e paradosso. I dialoghi hanno dell’incredibile; tanta sciocchezza e tanta coerenza disarma il pubblico che non può non ridere anche quando la situazione ritrae i tre in situazioni poco allegre.

Uno spettacolo semplice, che parla immediatamente a qualsiasi tipo di pubblico.

Parla con leggerezza del genere umano, della quotidianità di un periodo storico identificato ma nello stesso tempo indefinito, linguaggio antico e moderno che convivono per “celebrare” senza oscurità o fasti elementi universalmente conosciuti e riconoscibili, in qualunque epoca o periodo storico.. 

 

 

 

Galleria Immagini

SCHEDA TECNICA
TIPOLOGIA: prosa in dialetto veneto
DURATA: 1 ora
CAST: 3 attori / 1 tecnico
SPAZIO SCENICO: Lo spettacolo è rappresentabile sia all’aperto che al chiuso. E’ necessario uno spazio con misure minime 6×8 mt. In caso il teatro non avesse in dotazione la strumentazione, la Compagnia provvederà al reperimento del materiale tecnico necessario.
AUDIO: mixer audio / n° 2 casse amplificate
LUCI: dimmer / consolle luci / n° 6 PC da 1000 w
CARICO/SCARICO: Per il montaggio e smontaggio della scenografia è necessario che i veicoli della Compagnia possano accedere il più vicino possibile all’area scenica per il carico/scarico dei materiali.
MONTAGGIO/SMONTAGGIO: Montaggio 4 ore / Smontaggio 2 ore.